Ecco quelle più in uso:
- da imballaggio, per catalogare la merce confezionata;
- per targhe dati e identificazione di beni;
- di sicurezza e protezione del marchio, create con tecnologie visibili e invisibili;
- scrivibili e per manutenzione, da usare su macchinari e attrezzature;
- di sicurezza e avvertimento, spesso utilizzate nei cantieri;
- per le informazioni visive nel luogo di lavoro.
Le stampanti etichettatrici industriali standard possiedono una memoria interna, supportano il montaggio del meccanismo spellicolatore, sono dotate di Display LCD per la visualizzazione delle operazioni di stampa, emulano linguaggi specifici come il Printer Language Eltron® (TSPLE) e il Printer Language Zebra® (TSPLZ). Ci sono poi diversi accessori, volti all'ottimizzazione e alla differenziazione delle operazioni di stampa. Fra i più comuni ricordiamo il kit di modifica della risoluzione, la taglierina, la tastiera, la scheda Ethernet interna, il sensore di presenza etichetta, l'espansione di memoria.
Un valore non sottovalutare è la velocità di stampa di queste apparecchiature, soprattutto se se ne fa un uso costante. In genere, le stampanti etichettatrici di base garantiscono una velocità di 102 mm per secondo, alcune arrivano fino a 305mm per secondo ed altre raggiungono velocità più elevate. Si tratta di apparecchiature che non necessitano di grande manutenzione e semplici da utilizzare: la sostituzione della testina e del rullo di stampa è un gioco da ragazzi.