La gamma di stampanti etichettatrici comprende le stampanti a trasferimento termico e quelle termiche dirette. La prima tipologia stampa solo etichette di estrema qualità, ben leggibili e dalla durata illimitata. Per questa ragione, consigliamo il loro acquisto a chi desidera delle stampe adesive che non si anneriscano nel giro di un mese.
Come funzionano le stampanti a trasferimento termico?
Su queste apparecchiature vengono fatti scorrere in parallelo due pellicole:
- il “ribbon”, cioè il nastro inchiostrato;
- il nastro delle etichette.
I due film si incontrato in un solo punto, ovvero su una testina termica di stampa, e in base agli impulsi giunti dall’hardware vengono creati i caratteri costitutivi dell’etichetta.
La testina è chiamata “termica” perché, dopo aver raggiunto i 250°C, riscalda il ribbon provocando la fusione dell’inchiostro. Quest’ultimo, ormai liquido, si distacca dal film di poliestere e si deposita sulla carta, creando l’etichetta.
Una bobina di ripresa riavvolge il nastro “esausto” separandolo dalla carta. Grazie a questo tipo di stampanti etichettatrici il mercato dell’etichettatura, esigente rispetto a tempi di produzione, costi e risultati di stampa, ha ottenuto notevoli benefici economici e qualitativi.